Blog

Videosorveglianza in azienda, tra privacy e diritti del lavoratore

Videosorveglianza in azienda

La videosorveglianza in azienda è un tema che solleva numerose questioni relative alla privacy e ai diritti dei lavoratori. Sebbene sia disciplinata dalle linee guida EDPB n. 3/2019 e dal provvedimento generale del Garante sulla videosorveglianza del 2010, è importante ricordare che non è di default una necessità, e ci sono altri mezzi per garantire la sicurezza.

I sistemi di videosorveglianza raccolgono di solito quantità massicce di dati personali che possono rivelare dati di natura altamente personale e anche categorie particolari di dati. Nell’ambito lavorativo ed in particolare in quello aziendale, tale aspetto assume una particolare rilevanza, e le telecamere possono essere installate solo nel rispetto delle norme in materia di lavoro.

In particolare, l’art. 23, comma 1, del decreto legislativo n. 151/2015 ha modificato l’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, permettendo l’utilizzo di impianti audiovisivi e strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale.

Tuttavia, questi strumenti possono essere installati solo previo accordo collettivo stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria o dalle rappresentanze sindacali aziendali. In mancanza di accordo, gli impianti e gli strumenti possono essere installati solo previa autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro o del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Va ricordato che la procedura non si applica agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze, ma va chiarito che anche questi strumenti possono svolgere funzioni di controllo qualora vengano installati determinati software particolarmente intrusivi.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha iniziato a rivedere l’applicazione dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori, in particolare per quanto riguarda i c.d. controlli difensivi.

In ogni caso, il datore di lavoro deve rispettare la privacy dei lavoratori e garantire il rispetto dei loro diritti. La videosorveglianza può essere utilizzata solo se necessaria e sempre nel rispetto delle normative in materia. L’accettazione della mancanza di privacy come impostazione iniziale deve essere evitata, perché ciò comporterebbe un cambiamento delle norme culturali.

In conclusione, la videosorveglianza in azienda può essere un importante strumento per garantire la sicurezza dei lavoratori e proteggere il patrimonio aziendale, ma deve essere utilizzata in modo responsabile e rispettoso dei diritti dei lavoratori. La collaborazione tra il datore di lavoro e la rappresentanza sindacale unitaria o le rappresentanze sindacali aziendali è fondamentale per garantire un utilizzo corretto della videosorveglianza.

Contattaci per un preventivo gratuito